Km percorsi: 600 circa
Ore in sella: 10 circa
Clima: assolutamente gradevole, tanto sole, temperature 31° max – 20° min
Pranzo: ristorante Leon D’oro – S.Stefano d’Aveto (Ge), poco soddisfacente…
Cena: sagra della “festa della coppa” – Carpaneto Piacentino, ottimo
“Giro dei numeri”
Abbiamo ancora tutti in testa le località di vacanza e l’impatto con il ritorno alla realtà lavorativa e ai tanti piccoli e grandi impegni quotidiani non è stato sicuramente dei migliori…è così che viene pensato un bel giro come si deve per caricarsi ulteriormente e godersi ancora qualche momento al mare.
Giro dei numeri…vede protagonisti 3 moto,2 giapponesi, 1 inglese, 2 tute saponettate, 1 giubbino in pelle, 3 manzi, 2 aspiranti compagni di viaggio dispersi sin dalle prime battute, 2 manzi in versione serale, 2 errori stradali, 3 regioni, 5 province, più di 50 comuni, 5+2 passi di montagna, più di 2000 curve, 1 visione marina, 3 fiumi, 2 pasti, 1 pausa caffè, 1 pausa gelato, 1 coppa acquistata, 1 ruota della fortuna, 1 posto di blocco di gruppo, 1 ferito soccorso, quasi 40 litri di benzina consumati, 600 km circa…ecc…ecc…
L’appuntamento era alle 9.30 al casello di Melegnano, pronti per affrontare il tratto di A1 fino a Fiorenzuola e poi, una volta scaldate bene le gomme, godersi il panorama dei colli piacentini/parmensi accennando le prime pieghe post-vacanze.
Presenti all’appello Chillhouse, Chicco e…ma dov’è ZSimone??? Tramite contatto radio ci avvisa che da Melegnano arriverà subito al “casello di Melegnano” inteso come barriera della A1…non è il primo e non sarà l’ultimo…ma ciò ci costa un bel 40minuti di ritardo sulla, come al solito, “rigidisssssssima” tabella di marcia dei manzi…ehehhe
Nell’attesa Chicco e Chill improvvisano un chiosco informazioni, salutano altri motociclisti pronti per il Mugello e incontrano Chicco di Bergamo…omonimo manzoso (solo per il nome…sottolineamo) che a bordo della sua Cb1000r bianca con entusiasmo accetta di percorrere il 50% del giro in nostra compagnia…deve…solo recuperare il suo socio di scorribande che lo attende lungo l’autostrada…l’appuntamento è a Fiorenzuola.
Intanto arriva ZSimo, veloci presentazioni, due risate, giu le visiere e si parte…sarà un giro lungo…ma la voglia è che anche a costo di arrivare tardi a casa…il giro debba essere completato il più possibile…e di certo nessuno di noi vuole mancare al pranzo con il “nonno” e all’appuntamento serale con la festa della coppa…
L’autostrada scorre velocemente e in poco tempo ci porta a Fiorenzuola d’Arda, si procede in direzione della bellissima Castell’Arquato e si procede in direzione Vernasca-Bardi…il percorso, generoso come sempre di curve, in alcuni tratti presenta degli avvallamenti o lavori in corso…ma una volta superati quest’ultimi è pienamente godibile e le prime pieghe non si fanno attendere…Bardi è presto raggiunta…una pausa caffè è d’obbligo.
Sono già le 12, Chicco e Chill sanno bene che se faranno troppo tardi il “nonno” potrebbe lasciarli teneramente a pancia vuota…così, una volta spiegato velocemente il percorso a ZSimo, si riparte alla volta di Borgo Val di Taro…ognuno tiene il proprio ritmo e il gruppetto si sfilaccia dopo una decina di curve…ZSimo ha deciso che si godrà il giro senza troppi affanni, Chill si sente un po’ arrugginito, Chicco non esagera ma accenna qualche curva per non perdere il feeling acquisito con la moto nei mesi precedenti.
Arrivati sul passo S.Donna…Chicco da sotto la visiera accenna un sorriso furbetto…chissà a cosa starà pensando?...si procede velocemente verso Bedonia…l’asfalto è davvero perfetto…così perfetto che Chicco tutto preso dalla serie sinuosa di curve non si accorge del cartello Anzola-Tomarlo e tira dritto…stessa cosa farà ZSimo…mentre Chill che si è studiato come al solito a memoria il percorso imbocca la giusta direzione…
Passano i minuti…i km…e Chicco non trova il cartello Anzola-Tomarlo…dopo quasi 10minuti e 15 km si avvede di un piccolo particolare…il cartello “Benvenuti a Bardi”…e capisce di averla fatta grossa…inverte la marcia e poco dopo incrocia ZSimo che inconsapevole e assorto nella guida saluta e procede ulteriormente…dopo qualche minuto Chicco e ZSimo “si capiscono” e tornano indietro per raggiungere Chill, che, già sulla vetta del Tomarlo, inganna il tempo fotografando la sua bella inglesina e il panorama circostante.
Il gruppetto si riunisce, il contrattempo ha fatto tardare ulteriormente…bisogna subito arrivare dal “nonno”…ma lungo la discesa in direzione S.Stefano d’Aveto purtroppo l’ennesimo imprevisto…poco prima del “muro del Manta” un ragazzo è appena scivolato con la sua Hypermotard e sta ricevendo i primi soccorsi dal suo compagno di viaggio…ci fermiamo, aiutiamo a riprendersi il malcapitato e gli tiriamo su la moto…sembrerebbe niente di grave ma per sicurezza interverrà l’elisoccorso per scongiurare possibili danni causati dall’evidente trauma cranico e lo stato confusionale.
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Sono oramai le 14 passate quando entrando alla Baita…troviamo il ristorante vuoto in maniera desolante…il cameriere ci informa che il “nonno” è già andato via e la cucina è oramai chiusa…non ci resta che accontentarci del primo ristorante che troveremo…e di certo…non siamo stati molto fortunati…
Entriamo al Leon d’Oro di S.Stefano d’Aveto…il menù è modesto: “rigatoni alla Bavosa…rigatoni alla Bavosa…rigatoni alla Bavosa” ripete la cameriera mentre ci serve i primi…purtroppo sono scotti e fanno molto mensa della scuola…ma va beh… “prosciutto e melone…prosciutto e melone…prosciutto e melone” ripete ancora mentre ci serve i secondi…cos’abbia del menù turistico questo menù ce lo stiamo chiedendo…visto che le alternative erano pasta aglio olio e pomodirini e la porchetta…mah…il locale è completamente vuoto…sarà l’orario forse…così proprietario, amici suoi e camerieri si siedono a qualche tavolo di distanza per pranzare…da quel tavolo sentiamo i nomi di Totò…Bernardo…Giuseppe…
All’inizio non capiamo…ma poi…capiamo capiamo…e decidiamo che, dopo il “caffè macchiato…uno…caffè…macchiato…allora macchiato il caffè” ordinato alla cameriera, è meglio alzarsi, pagare e andarsene…il clima è alquanto “inquietante” e i discorsi dei commensali del tavolo vicino quanto mai strani… sottofondo musicale “tananana nana nanaaaaaa…tananana nana nana naaaaaaa…na na naaaaa…na na nanaaaa…Don Vito Corleone docet”.
Salutiamo il padrin…ehm…il simpaticissimo proprietario e usciamo così dal suo bellissssimo locale…risaliamo in sella e ci ri-dirigiamo in direzione Bedonia…ma dopo pochi km i carabinieri ci fermano per un controllo…a noi…che stavamo per entrare nella “famigghia”…tutto ok ci dice il militare tutto gentile…perdiamo un bel 5minuti abbondanti ma almeno sappiamo di avere tutto in regola…perché noi manzi siamo sempre precisi…
Si affronta di nuovo il Tomarlo…in discesa forse è meno godibile, ma è sempre bello…la digestione non influisce più di tanto nella guida…Bedonia è presto raggiunta…e girando in direzione S.Maria di Taro-Chiavari si “imbocca” la strada per il passo del Bocco. Lungo il percorso i tre manzi non possono non fermarsi in località Pelosa…per fare una foto ricordo e dare il loro contributo alle foto idiote del mondo…
Si riparte il pezzo centrale in zona S.Maria del Taro è davvero bellissimo…i manzi accennano ad alzare un po’ il ritmo…il gruppo si sfilaccia nuovamente… arrivati nei pressi di Chiavari il traffico dei vacanzieri diventa intenso…decidiamo di approfittarne per una meritata pausa gelato con scrutamento delle bellezze di Chiavari…oh…quelle naturali eh…mica siamo a caccia di donne noi!!! E poi qui non c’è nessun cartello Pelosa in giro… eheheh |